LE NUOVE DISPOSIZIONI IN TEMA DI MOBILITÀ VOLONTARIA ED OBBLIGATORIA NELL’ART.4 DEL D.L. N.90 DEL 24 GIUGNO 2014

Avv. Maurizio Danza Cultore istituzioni Diritto pubblico Università degli Studi di Roma Tre

 Come è noto le recenti disposizioni contenute nel presente decreto-legge n.90 del Governo, mirano a rendere più efficiente e trasparente, nei rapporti con i cittadini e le imprese, l’organizzazione della pubblica amministrazione,sostenendo nel contempo l’occupazione nel settore del pubblico impiego. Tra queste di particolare importanza indubbiamentel’art.4 in tema di mobilità obbligatoria e volontaria,che interviene per favorire i processi di mobilità volontaria tra amministrazioni pubbliche e per disciplinare la mobilità d’ufficio.  Il comma 1 novella l’articolo 30 del decreto legislativo n. 165 del 2001, con la sostituzione dei commi 1 e 2.  In particolare il comma 1 dell’articolo 30, come riscritto, prevede che il passaggio diretto di personale ( non più la  cessione del contratto come nel testo precedente la modifica) tra amministrazioni pubbliche, mediante mobilità volontaria, si applica soltanto ai dipendenti con rapporto di lavoro contrattualizzato, tenendo conto della corrispondenza delle qualifiche tra comparti diversi. L’iter di mobilità secondo la norma si espleta, tramite bandi da pubblicare sul sito istituzionale per un periodo pari ad almeno trenta giorni,che devono contenere i criteri di scelta dei candidati nonché i requisiti che gli stessi devono possedere. Resta fermo che il trasferimento è disposto previo consenso dell’amministrazione di appartenenza. In via sperimentale però ed in attesa dell’introduzione di nuove procedure per la determinazione dei fabbisogni standard di personale delle amministrazioni pubbliche, la disposizione ha previsto che i trasferimenti tra le sedi centrali di differenti Ministeri, agenzie ed enti pubblici non economici nazionali sono disposti dall’amministrazione di appartenenza, indipendentemente dall’assenso di quest’ultima, entro due mesi dalla richiesta dell’amministrazione di destinazione, fatti salvi i termini per il preavviso e a condizione che l’amministrazione di destinazione abbia una percentuale di posti vacanti superiore a quella di appartenenza. Viene previsto poi, un portale ad hoc per l’incontro tra domanda ed offerta gestito dal Dipartimento della Funzione Pubblica.  Il comma 2 dell’articolo 30,invece appare di particolare interesse atteso che, ed in ciò introducendo una norma speciale nel pubblico impiego, prevede che nell’ambito dei rapporti di lavoro in regime di diritto privato, le sedi delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, dello stesso decreto legislativo n. 165 del 2001 collocate nel territorio dello stesso comune costituiscono una medesima unità produttiva ai sensi dell’articolo 2103 del codice civile. Quanto ancora alla peculiare nozione di “medesima unità produttiva”, la norma precisa inoltre, che costituiscono una medesima unità produttiva, con piena esigibilità della prestazione lavorativa da parte del datore pubblico, le sedi collocate a una distanza non superiore a 50 chilometri dalla sede in cui il dipendente è adibito. I dipendenti possono prestare attività lavorativa nella stessa amministrazione o in un’altra, previo accordo tra le amministrazioni interessate, nell’ambito dell’unità produttiva di cui al comma in oggetto. Con decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, previa intesa, ove necessario, in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo n. 281 del 1997, possono essere disposte misure volte ad agevolare i processi di mobilità volontaria e quelli di cui al comma in esame, anche con passaggi diretti di personale tra amministrazioni senza preventivo accordo, per garantire l’esercizio delle funzioni istituzionali da parte delle amministrazioni che presentano carenze di organico. In base al comma 2.1 dell’articolo 30, nel caso in cui sia necessario un trasferimento di risorse, si applica la procedura di cui al comma 2.3.  Secondo il comma 2.2 sono nulli gli accordi, gli atti o le clausole dei contratti collettivi in contrasto con le disposizioni di cui ai commi 1 e 2.  Il comma 2.3, al fine di favorire i processi di cui ai commi 1 e 2, istituisce, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, un “particolare fondo” destinato al miglioramento dell’allocazione del personale presso le pubbliche amministrazioni, con una dotazione di 15 milioni di euro per l’anno 2014 e di 30 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015, da attribuire alle amministrazioni destinatarie delle predette procedure. Al fondo confluiscono, altresì, le risorse corrispondenti al 50 per cento del trattamento economico spettante al personale trasferitomediante versamento all’entrata dello Stato da parte dell’amministrazione cedente e corrispondente riassegnazione al fondo ovvero mediante contestuale riduzione dei trasferimenti statali all’ente cedente. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia edellefinanze e, ovesiano coinvolti gli enti territoriali, conil Ministro dell’interno,sono definiti icriteri di utilizzo ele modalità di gestione delle risorse del suddetto fondo. Nella fasedi primo funzionamento del fondo, in sede di assegnazione dellerisorsevengono prioritariamentevalutate le richiestefinalizzate all’ottimale funzionamento degliufficigiudiziari chepresentinorilevanti carenze di personale.Lerisorsesono assegnate alle amministrazioni di destinazione sino almomento di effettiva permanenza in servizio del personale oggetto delle proceduredicui ai commi1 e2. Il comma2.4 prevedela copertura finanziariaper lacostituzione del suddetto fondo. L’articolo 4, inoltre, al comma 2, prevede l’abrogazione dell‘articolo 1, comma29, del decreto- legge13 agosto 2011, n.138, convertito, con modificazioni, dallalegge14settembre2011, n. 148, che prevedeva” lo spostamento del luogo della prestazione del dipendente pubblico sulla base di motivate esigenze rinvenibili nel piano della performance o nei piani di razionalizzazione”.In base alcomma 3 dell’art. 4 il decreto dicui all’articolo 29-bis deldecreto legislativo n.165 del 2001, rubricato«Mobilità intercompartimentale»,èadottato, secondo la proceduraiviindicata, entro sessantagiorni dalla data di entratain vigore della legge di conversione del decretoin esame. Decorso il suddetto termine, la tabella di equiparazione ivi prevista èadottata con decretodel Ministro delegato per la semplificazione ela pubblica amministrazione, di concerto con ilMinistro dell’economiaedelle finanze.Lesuccessive modifiche sono operate secondo la proceduradi cui al citato articolo 29-bis.

 

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Una risposta a LE NUOVE DISPOSIZIONI IN TEMA DI MOBILITÀ VOLONTARIA ED OBBLIGATORIA NELL’ART.4 DEL D.L. N.90 DEL 24 GIUGNO 2014

  1. angela di fabio ha detto:

    quando entra in vigore?

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