STABILIZZAZIONE A FAVORE DI OPERATORE TECNICO SPECIALIZZATO DEL COMPARTO SANITA’.TRIBUNALE DEL LAVORO DI CIVITAVECCHIA SENTENZA N.184/2016 DEL 31 MARZO 2016.

Di particolare  interesse la sentenza n.184/2016 del 31 marzo 2016 del Tribunale del Lavoro di Civitavecchia- Giudice Dott.ssa Abrusci , che ha condannato la ASL/RMF alla assunzione a tempo indeterminate di un dipendente che aveva partecipato al bando di stabilizzazione del 2008, con la qualifica di operatore tecnico specializzato caldaista del comparto Sanità Bs. Il ricorrente difeso dall’Avv.Maurizio Danza del Foro di Roma ,  aveva dimostrato  di  aver  lavorato  per  la ASL resistente in forza di contratti a tempo determinato e successive proroghe fin dal 1999, assumendo  di essere titolare  di un diritto soggettivo  alla stabilizzazione  in forza della  delibera n. 1662 del 30 dicembre 2008 della ASL/RMF ; aveva chiesto al Tribunale altresì di accertare e dichiarare che aveva stipulato con la ASL contratti a tempo determinato in successione sin dal 1 ottobre 1999 senza soluzione di continuità,  illegittimi  ai sensi  ,  del disposto  di cui  all’art.  5,  c. 4  d.lgs.  368/2001  e della  direttiva  1999/70/CE  con conseguente conversione del rapporto a tempo indeterminato e condanna della ASL al risarcimento del danno. Nel caso di specie la ASL aveva sostenuto erroneamente che il dipendente titolare del profilo professionale del livello economico super ( Bs), non doveva essere incluso nella categoria giuridica B di appartenenza del CCNL Sanità , e che conseguentemente non poteva ritenersi compreso tra le categorie “A” e “B” oggetto del bando di stabilizzazione da cui era stato escluso il ricorrente. La difesa ha invece provato che tale profilo rappresenta “una evoluzione economica” all’interno dell’unica categoria giuridica di appartenenza “B” del CCNL Sanità.

Osserva il Giudice che “ il diritto vantato da parte ricorrente si fonda sulla delibera n. 1662 adottata dalla Azienda resistente il 30.12.2008 con la quale, dopo aver premesso che il personale  elencato risultava  in possesso  dei requisiti  di  legge per la stabilizzazione ( tre anni di servizio e reclutamento tramite prova selettiva), veniva deliberato di “stabilizzare e pertanto immettere in ruolo ai sensi e per gli effetti dell’art.1 commi 519 e 558 l. n. 296/2006 e art. 3 commi 90 e 94 legge 244/2007, mediante assunzione con contratto di lavoro a tempo indeterminato i sotto elencati dipendenti con le rispettive qualifiche: […]…. .- qualifica di operatore tecnico specializzato caldaista”.Veniva, poi, stabilito che “l’immissione in ruolo è subordinata alla “autorizzazione rilasciata dal competente settore della regione Lazio”….. Appare, dunque, evidente che la delibera n. 1662 del 30.12.2008 , unitamente alla autorizzazione della regione Lazio, hanno determinato il sorgere  di  un  diritto  soggettivo  in capo ai lavoratori ivi individuati come destinatari delle immissioni in ruolo, tra cui, come si è visto, è compreso  il ricorrente…Non appare, allora, degna di pregio la difesa  della Azienda  resistente  volta  a sostenere che la stabilizzazione non sarebbe possibile con riferimento alla qualifica posseduta dal  ricorrente,  stante la necessità  di procedere  all’indizione  di un pubblico concorso. Invero, non può non essere rilevato che il principio dell’assunzione tramite pubblico concorso involve  tutte  le posizioni  lavorative  alle  dipendenze  della pubblica  amministrazione (e non solo la categoria  BS) ma, nel  caso di specie,  la L. n. 296/2006  ha previsto  la possibilità di procedere alla stabilizzazione del personale  non  dirigenziale  in  servizio  a  tempo  determinato da almeno tre anni “purchè sia stato assunto  mediante  procedure  selettive  di natura concorsuale o previste da norme di legge”, categoria in cui rientra anche l ‘ipotesi – verificatasi con riferimento al ricorrente – della selezione  con  procedura  di  avviso  pubblico. Del resto la delibera n. 1662 del 30.12.2008 aveva già valutato la  sussistenza  di  tale  presupposto per procedere alla stabilizzazione del ricorrente dando atto che “il personale dipendente sopra indicato è stato reclutato tramite  Ufficio Provinciale  del  Lavoro  ai  sensi della Legge  56/87 ed hanno effettuato  tutti una prova  selettiva  al momento  dell’assunzione”. Di conseguenza, il ricorrente, a seguito del rilascio della autorizzazione della Regione Lazio di cui si è detto, come previsto dalla delibera n. 1662, avrebbe avuto diritto a stipulare un contratto di lavoro a tempo indeterminato, mentre – come risulta pacifico tra le parti – la Asl ha proceduto soltanto a prorogare il contratto a tempo determinato in essere.

 Secondo il Giudice del Lavoro dunque  “deve essere dichiarato il diritto del ricorrente ad essere assunto a tempo indeterminato alle dipendenze dell’amministrazione convenuta in esecuzione della delibera n. 1662 del 2008,con condanna della ASL Roma F a provvedere alla stipula del relativo contratto con la qualifica prevista nella delibera (operatore tecnico specializzato caldaista) e con decorrenza dal verificarsi della condizione prevista, ovvero dal 4 giugno 2009”.

 

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Avvocato Prof Diritto Del Lavoro Universitas Mercatorum
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