PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE IN ATTESA DI APPROVAZIONE DA PARTE DELLA CIVIT IN ATTUAZIONE DELLA L.N.190/2012.

Maurizio Danza Arbitro pubblico impiego- Libero docente istituzioni di diritto pubblico-Facoltà di giurisprudenza Roma Tre.

La proposta del piano nazionale anticorruzione elaborata dal Dipartimento della Funzione pubblica ai sensi dell’art.1 c.4 lett.c della L.n.190/2012 è stata inviata ieri alla Civit per la conseguente approvazione ,dopo la firma del Ministro .Il piano così come risulta dalla proposta,risulta strutturato in tre sezioni: nella prima sono esposti gli obiettivi e le azioni da attivare a livello nazionale, nella seconda viene illustrata la strategia per ogni singola amministrazione e contiene le direttive per applicare le misure di prevenzione, nella terza infine sono dettate le istruzioni per la comunicazione dei dati e delle informazioni necessari al successivo monitoraggio. Nella proposta di Piano, elaborata come è noto sulla base delle Linee di indirizzo del Comitato interministeriale per il contrasto alla corruzione ( previste espressamente dall’art.1 c.4), sono indicati altresì gli obiettivi, i vincoli all’attuazione della strategia e le azioni per la prevenzione a livello nazionale, nonché le finalità dei piani triennali di prevenzione della corruzione (c.d. P.T.P.C.) con il quale ogni singola amministrazione deve, all’atto dell’approvazione ai sensi dell’art.1 c.8 della L.n.190/2012, formulare una strategia di prevenzione individuando il rischio di esposizione al fenomeno corruttivo e di conseguenza adottare azioni per ridurre la possibilità di comportamenti disonesti. Nella seconda sezione la proposta si occupa in particolar modo di programmare le azioni e le misure di prevenzione a livello decentrato. La medesima passa in rassegna tutte le disposizioni in materia di personale soffermandosi in particolare, sulla rotazione all’obbligo di astensione in caso di conflitto d’interessi, sul conferimento degli incarichi alle incompatibilità per posizioni dirigenziali; richiama poi all’attenzione delle pubbliche amministrazioni tutte le norme in materia di trasparenza evincibili dalla l. 190/2013 e dal d.lgs 33/2013, nonché dal codice di comportamento previsto dal Dpr 62 del 2013. In relazione a quest’ultimo aspetto infatti,giova ricordare come la stessa L.n.190 ha operato una modifica del d.lgs.n.165/2001 sostituendo integralmente l’art.54 e prevedendo in capo al Governo la competenza ad emanare un nuovo codice di comportamento concretatosi appunto nel decreto presidenziale summenzionato. La proposta del piano, in realtà si riferisce invece ad una disciplina  del comportamento del dipendente maggiormente incisiva e peculiare alla singola pubblica amministrazione, che dovrà dotarsi del proprio codice ai sensi dell’art.1 c.5 ad integrazione di quello previsto dal nuovo art.54 co.1 del d.lgs.n.165/2001.

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Avvocato Prof Diritto Del Lavoro Universitas Mercatorum
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