ALLE CONTROVERSIE IN TEMA DI INCOMPATIBILITA’ DEL PUBBLICO DIPENDENTE NON SI APPLICA IL RITO INTRODOTTO DALLA LEGGE FORNERO . SECONDO IL GIUDICE DEL LAVORO DI FROSINONE.

Avv. Maurizio Danza Cultore Facoltà Giurisprudenza Università Studi Roma Tre.

Inapplicabile il rito introdotto dalla L.92/2012( c.d. legge Fornero) ai dipendenti pubblici

 Di particolare interesse il recentissimo pronunciamento del Tribunale del Lavoro di Frosinone in merito alla applicabilità del nuovo rito del lavoro introdotto dalla c.d. legge Fornero. A tal proposito infatti l’ordinanza n. 14084/13, pubblicata dalla sezione lavoro del tribunale di Frosinone che ha sancito l’ inammissibilità del procedimento ritenendo che il rito della c.d. legge n.92/2012 Fornero non si applica ai licenziamenti disposti dalle pubbliche amministrazioni.  Il caso era stato sollevato da un dipendente di un Comune che aveva  proposto il ricorso ,chiedendo al Giudice del lavoro l’applicazione della procedura prevista dall’art.1 c.48 e seguenti della L. 92/2012-applicabile per espressa previsione normativa alle ipotesi regolate dall’art.18 della L.n.300/1970- dopo la diffida recapitatagli dall’amministrazione locale in relazione ad una incompatibilità riscontrata dalla propria amministrazione.

In via assolutamente pregiudiziale il Tribunale del lavoro di Frosinone in composizione monocratica ha ritenuto che, in ogni caso  la recente riforma processuale introdotta dalla legge Fornero, non riguardi la fattispecie della decadenza dall’impiego pubblico del dipendente, colto in evidenti situazioni di incompatibilità e conflitto di interessi, per aver svolto contestualmente attività private non consentite. Infatti a tale fattispecie si applica la disposizione specifica prevista dall’art.63 del T.U. n.3/1957 secondo cui ” decorsi quindici giorni dalla diffida, senza che l’incompatibilità sia cessata, l’impiegato decade dall’impiego.

 Di particolare interesse poi il ragionamento logico del giudice del lavoro,in ordine alla applicabilità al pubblico impiego delle nuove disposizioni in tema di reintegrazione dei lavoratori. Ed infatti secondo il medesimo, allo stato attuale la riforma c.d. Fornero non appare applicabile alla pubblica amministrazione,atteso che,secondo il comma 8 dell’articolo 1, “il ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, individua e definisce, anche mediante iniziative normative, gli ambiti, le modalità e i tempi di armonizzazione della disciplina relativa ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche”;  inoltre secondo il comma 7 della stessa disposizione “restano ferme le previsioni di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 165/01”.

Ciò detto il Giudice del Lavoro,come si evince dalla ordinanza,ritiene non applicabile il nuovo iter  della L.n.92/2012 al caso di specie, anche perché il ricorso non ha ad oggetto un licenziamento disposto all’esito di un procedimento disciplinare,come noto disciplinato dagli artt. 55 e seguenti  del D.lgs.n.165/2001, ma riguarda l’accertamento di una causa di decadenza dall’impiego pubblico, per il permanere delle ragioni di incompatibilità previste dall’articolo 53 Dlgs 165/01.

 

Informazioni su avvdanza

Avvocato Prof Diritto Del Lavoro Universitas Mercatorum
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